“E’ bella, è più che bella: è
sorprendente. In lei il nero abbonda: è da lei che ogni ispirazione è notturna
e profonda. Ha occhi come antri in cui scintilla vago il mistero, e il suo
sguardo illumina come la folgore: è un esplosione nella tenebra” - Charles
Baudelaire
Sezione che affronta in parte il
tema del nudo. La prima opera è una semplice copia, seppur in matita, di
Camille Corot, “La donna in blu” e altrettanto è il secondo Otto Dix “Ritratto
della danzatrice Anita Berber” seppure diversamente presentata nel viso. Esempi
di anatomia nella “Venere allo specchio” di Velazquez e nella ragazza
addormentata, riversa sul pavimento. Un tocco di malinconia, mai assente, nella
donna alla finestra con l’abito nero quasi come il “lutto profondo della Notte”
(Baudelaire) e una treccia malfatta di capelli che pendono su una schiena
candida e magrissima della ragazza col corsetto.